SERVIRE (4ª PARTE)

Viviane Freitas

  • 7
  • Lug
  • 2016

SERVIRE (4ª PARTE)

  • 7
  • Lug
  • 2016

Se hai seguito il post precedente, parlavamo su come la nostra lode, la nostra preghiera e come ci presentiamo davanti a Dio, dice molto a nostro rispetto. Anzi, esprime davvero chi noi siamo davanti a Lui e la qualità della nostra fede.

Il problema, molte volte, non è nemmeno la mancanza di preghiera, ma di sensibilità spirituale, che non permette che la persona discerni il suo proprio stato.

E perché?

Esattamente perché hai smesso di guardare i tuoi conflitti personali, tali come l’ansietà , l’insicurezza, la paura, l’impulsività, ecc. come qualcosa di grave (peccato). Questi conflitti sono ciò che caratterizzano, fanno già parte della tua natura. Situazioni che sono costanti nella tua vita, che persistono nel tuo interiore.
Mentre continuerai a tollerare il tuo problema e non lo vedrai come una tua responsabilità, non cambierai mai, e non avrai nemmeno la necessità di provocare questo cambiamento. E questo va generando problemi anche nelle tue relazioni, perché quei sentimenti ti fanno essere impulsiva, parlare ciò che non devi, agire in modo sbagliato, ecc.
Per questa mancanza di vigilanza, percepisci l’errore che hai commesso se qualcuno te lo dice o quando cogli le conseguenze delle tue azioni.

E così, perché sei con la mente occupata con le cose degli altri, queste ti distraggono dalla tua propria necessità.

Non cerchi Dio perché riconosci che hai bisogno, ma semplicemente per gratitudine… Vivi secondo ciò che accade attraverso la tua consegna a terzi, come risultato di un servizio, un accompagnamento, una riunione, una preghiera che hai fatto per un familiare e quest’ultimo è migliorato; la tua guarigione, infine, qualcosa che sempre è relazionato con il POTERE di Dio, ma non risolve qualcosa in relazione al tuo intimo.

Amica, ora capisci il motivo, indipendentemente di essere una “brava persona”, per il quale non riesci a servire nella tua totalità?

Io non ho mai avuto problemi con nessuno che era intorno a me, incluso le mogli di pastore.

Io seguivo una ad una, uscivamo insieme, festeggiavamo compleanni, davo regali, insegnavo a truccarsi, mi prendevo cura, trasmettevo la parte spirituale, infine, tutto ciò che ricevevo, io davo! Io ero “brava”, divertente, piacevole da convivere, pulivo, organizzavo, organizzavo mercatini per comprare le cose per la Chiesa, ecc. E questa lotta ci rendeva più unite, partecipative… non avevamo problemi.

Ma anche così avevo un “debito” con loro. E perché? Perché non rispondevo alle loro necessità interiori. Che è servire! Anche facendo riunioni, trasmettendo messaggi fortissimi, non c’era “sangue”! Dopotutto, non c’era un risultato nel loro intimo, perché io stesso non avevo ancora raggiunto quei risultati dentro di me.

E’ stato quando ho affrontato i miei “giganti”, che Dio ha fatto vedere la mia realtà e ho iniziato una nuova fase. Tutto ha iniziato ad essere nuovo per me, da dentro per fuori.

Continua prossima settimana…

Série: Opera di Dio

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