Servire (3ª Parte)

Viviane Freitas

  • 19
  • Mag
  • 2016

Servire (3ª Parte)

  • 19
  • Mag
  • 2016

Come posso dare vita, se io sono “morta”?

Morta come?

Sei appena cosciente della Parola di Dio ma non hai, dentro di te, nessuna novità di vita. Leggi la Bibbia, arrivando rapidamente ad una “conclusione” di quello che significa, ma nel tuo quotidiano non paragoni la tua vita con quello che hai letto. Aumenti la tua conoscenza ma rendi difficile la tua relazione con Dio.

Agisci immediatamente con una fede emotiva, pensando che stai facendo la cosa corretta; parli su quello che hai letto ma hai difficoltà nel risolvere i tuoi problemi, che consideri “normali”. Inizi ad avere conoscenza della Parola di Dio solo per compiere il tuo dovere religioso, ma non lo applichi alla tua propria vita.

Il tuo obiettivo normalmente è aiutare gli altri o lavorare in favore a quello che ti realizza, ma non investi nel tuo interiore, pensando che sei una “brava persona”, che sta sempre attenta a tutti intorno a sé, e che questo è sufficiente per stare “bene con Dio”.

Ma il fatto è che lei non vive in novità di vita. Le sue esperienze sono appena con il potere di Dio, ovvero, la liberazione dal vizio, la guarigione della malattia, il familiare che si è convertito, ecc., ma niente legato alla sua propria relazione con Dio.
Niente più coinvolge il suo essere.

Leggere la Bibbia non le porta più soddisfazione, pregare non le da più risposte, cercare non le piace più, e la sua lode non esprime più amore sincero con Dio. D’altronde, continua ad usare parole presumibilmente convincenti, tali come: “La Bibbia porta soddisfazione”; “Dio sta benedicendo”; “sto cercando Dio”; “Sono nella lotta”; ecc.

Quando ascoltiamo la lode, ci rendiamo conto che tipo di relazione quella persona ha con Dio. Le sue parole non esprimono la verità del suo essere, ma sì la coscienza di come si deve lodare.

Realmente, la persona non ha nozione di quello che sta facendo. E sai perché?

Continua settimana prossima.

Série: Opera di Dio

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