Tornando al Passato – 69ª Parte

Viviane Freitas

  • 30
  • Mag
  • 2017

Tornando al Passato – 69ª Parte

  • 30
  • Mag
  • 2017

Nessuno può immaginare che cosa sia l’Opera di Dio, mentre si guarda da fuori. L’Opera di Dio, soprattutto fuori dal Brasile, è più limitata in termini di condizioni. Qui in Brasile, c’è qualcuno per ogni responsabilità; all’estero, per tutto si può contare con 1 o 2 persone o, a volte, con nessuno.

Quindi, per il programma Cose di Donne, doveva essere creato il tema ogni settimana, dirigere il tema della materia che si sarebbe detto in onda, e inoltre dovevamo creare ogni quadro del programma.
In tutti i programmi di Tv, normalmente, esiste un produttore, ma il programma Cose di Donne è iniziato così, nella fede, da Cristiane Cardoso, e tutto era fatto da lei, e dopo d Fernanda e, dopo, da me.

Il nostro cervello “cucinava” di tanto pensare! Aveva riunioni settimanali per abbordare argomenti che dovevamo registrare quella settimana, con le mogli che avrebbero partecipato al programma. E non era per niente facile! Nessuna di noi aveva studiato per questo. Ma la fede e l’Opera di Dio sono così.. ci prende di sorpresa. Chi crede, si lancia, e chi non crede, rimane schivando dietro a innumerevoli ragioni e dalle circostanze.

E così è stato… La lotta per me era intensa. Le mie circostanze mi dicevano di non avere condizioni per stare lì. Ma la fede mi spingeva sempre a guardare le anime afflitte.

Le notti sull’Altare mi aiutavano intensamente. Ed era buona quella sfida per la mia fede! Attivavo tanto il mio clamore, quanto la mia necessità di dipendere da Dio. Ma le risposte alle mie preghiere non erano visibili. D’altronde, né il silenzio di Dio né le circostanze mi hanno fatto tornare indietro. Decisione è per continuare nell’obiettivo. Ed è stato così che ho fatto.

In che modo erano queste lotte?

Vi spiegherò: Mio marito era responsabile per il lavoro in Inghilterra e in Spagna. Delle mogli che hanno iniziato il programma, solo una era rimasta. Tutte le altre erano andate in un’altra strada … o hanno viaggiato, o sono state prese per un’altra responsabilità. La più “antica” del programma era di fiducia rispetto alle altre che stavano arrivando. E lei non era il mentore del programma. Però, quella con più esperienza. Parlavo super bene, tranquilla, ecc. ma non è stata scelta per dirigere il programma.

Poiché tutto era nuovo, guardavo sempre lei per l’approvazione dei temi e delle registrazioni che facevamo. Lei era chi poteva aiutarmi di più in termini di esperienza con il programma.

Ci radunavamo i lunedì, per il tema della settimana, e venerdì registravamo (Da quello che mi ricordo).

Esisteva quella preparazione prima delle registrazioni, come i capelli, trucco, e i vestiti che avremo usato. Tutto fatto e scelto da noi stesse. E quando arrivava il momento della registrazione, andavamo con quel “freddo in pancia”. E lì iniziava la canzone di apertura del programma, e da lì iniziava la registrazione.

Nessuno immagina il “freddo in pancia” in questi momenti. Rimanevamo molte tese.. E sai cosa succedeva? Il programma, che era di 30 minuti nella rete Record, tardavano 2 ore di registrazione. Perché sbagliavamo molte volte. E di più a causa mia.

Questo, inizialmente, era accettabile, ma dopo alcune settimane, iniziava a essere intollerabile. Anche la sposa, che partecipava insieme con me, non aveva più pazienza. Al punto di vederla girare gli occhi, di tanta impazienza con le mie debolezze.

L’ “umiliazione” era autentico! Mogli di pastori, camera man, editore nello studio, fotografo. Tutti assistendo ai miei errori e alle mie difficoltà. La moglie del responsabile del paese, che doveva essere l’esempio di superazione, era chi sbagliava di più – io, nel caso.

Mi ricordo che erano così vergognose le mie imperfezioni, davanti a tutti, che anche quella moglie che, in teoria, era lì per darmi appoggio, perdeva la sua pazienza.
Non sono mai stata una persona che si difende. Anche sapendo dell’autorità che avevo sulla moglie, non feci niente. La guardavo e la capivo, che davvero doveva avere pazienza per arrivare là. Fare il programma come doveva essere fatto.

La mia responsabilità era di vincere. Nessuno poteva fare niente. Tutti doveva aspettare il mio sviluppo. Ma in questo, lo riportavo a Dio, in favore di guadagnare anime. Piangevo molto davanti a Dio. Solo io e Dio sapevamo quello che stavo passando. Avevo vergogna di presentarmi alle persone che mi guardavano, e mostrare un Dio “piccolo”, a causa degli errori della lingua. Pensavo dentro di me: “Mio Dio! Che cosa penseranno del Dio della Chiesa Universale, con la figlia del Vescovo Macedo parlando un portoghese con spagnolo?! Diranno che il mio Dio è un Dio di deboli? Quale immagine sto passando al mio Dio?”
Quello era il mio dolore più grande.

Con la mia persona, non m’importavo . . davvero! Perché quando ho deciso di fare il programma, mi sono lanciata in modo da “perdere la mia vita”, la mia scelta, ecc.
Qui, davvero ho caratterizzato ciò che avevo deciso nella mia preghiera, di perdere la mia vita.

Allora, ho dovuto confrontare varie volte gli stessi problemi, settimana dopo settimana. Ma anche non mollavo di parlare con Dio. In fondo, io credevo! Non erano le circostanze che avrebbero dettato ciò che avrei fatto, ma la mia fede.

La mia fede richiedeva consegna alle persone.
Non stavo visualizzando la mia vita, la mia fama o altre cose. Solo servire a Dio, onorare a Lui e strappare le persone dall’inferno che vivevano.

E così è stato, settimana prossima commento di più riguardo a questa lotta. Ciò che Dio ha fatto.

Série: Il Mio Diario

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