Tornando al Passato – 63ª Parte

Viviane Freitas

  • 29
  • Nov
  • 2016

Tornando al Passato – 63ª Parte

  • 29
  • Nov
  • 2016

Quella preghiera definita e intelligente, ha cambiato le mie reazioni. Non è che stavo “forzando la barriera” per cambiare. Ma la decisione di guardare la fede, e per quello che credo, mi ha fatto vedere i sentimenti come i miei nemici, qualcosa che pian piano mi faceva cura di tutto il mio essere. Ho avuto odio, un vero odio contro il sentimento. Non un odio contro di me e nemmeno della situazione, poiché sapevo bene che, indipendentemente dalla situazione o da quello che vivevo, avevo lo Spirito Santo. E lo Spirito Santo non mi è stato dato per vivere frustrata o sconfitta. Quell’odio del sentimento, mi ha fatto stare allerta, nel mio quotidiano, contro i sentimenti.

Allora è sorta una situazione… Poiché mia sorella stava andando via, tutte le mogli che la conoscevano da vicino, soffrivano con la sua partenza fuori dal paese. E una delle mogli mi disse: “Guarda Viviane, non scenderò per salutare Cris, sennò piangerò.”

E prima di raccontarvi la mia risposta, dovete sapere che ero un “pozzo” di sentimenti. E tutto intorno a me diventava più difficile da risolvere. Una volta ho fatto il programma “Cose di Donna” per salutare mia sorella, e solo piangevo. Nemmeno mi ricordo la mia dedica, poiché ciò che mi ha segnato è stata la mia emozione. Non riuscivo nemmeno a completare la frase, di tanto piangere. Per me, è stata una vergogna; non la vergogna di sapere che avrei sentito la sua mancanza, ma vergogna della fede che professavo.

Quindi, tutto il mio “quadro” stava davanti a me: La mia condotta, le mie reazioni, i miei conflitti, la Parola di Dio, che stavo ricevendo. E allora.. dove si trovava la mia fede? E lo Spirito Santo? Dove si trovava il Dio onnipotente nella mia vita? Dove si trovava la mia offerta? La mia credenza viva? La mia fede? La mia devozione?!

La fede ci porta il senso di responsabilità di compiere, come anche di onorare. Se io compio, io obbedisco, e tutto va bene. Se io non compio, non obbedisco e disonoro Colui che mi ha rivelato questa fede. Questo senso di responsabilità, ci permette di assumere le nostre mancanze. E ci fa stare attente a tutto ciò che stiamo presentando.

Come serva e figlia, non voglio portare solo problemi perché Lui risolva, ma voglio onorarLo con la mia vita. Da lì l’odio contro i sentimenti che stavo vivendo. Ero cosciente che la mia offerta non Lo stava onorando.

Ora immaginati identificare questo, e rimanere indifferente! Non sarebbe un modo di questionare la tua propria fede o anche il battesimo con lo Spirito Santo?

Bene, grazie a Dio che la fede mi è stata rivelata, e l’ho rintracciato all’istante, la mancanza di qualità della mia offerta.

Ed è per questo che ora avrete uno choc! Perché qualunque cosa che minacciava la mia fede, o mi faceva tollerare lo sbaglio, dopo essere cosciente della mia situazione, mi trasforma in un “toro” contro quello che mi indebolisce. È stato quando ho detto alla moglie:
“Guarda, io non piangerò, quando mia sorella andrà via!” (avevo avuto odio contro quello che mi indeboliva, e stavo anche odiando quello che stava vivendo. Non lei, ma il sentimento che ci “trattiene”).
E la moglie è rimasta in silenzio. Allora dissi: “Sai perché?” lei mi ha risposto: “No.” Allora le ho detto: “Perché Mosè è morto!

Quando ho menzionato questo, non volevo dire che mia sorella era morta. Sia legato questo! Ma perché dovevo guardare avanti, e non rimanere attaccata o sentendomi inferiore o piccola, davanti a quello che Dio mi ha dato come responsabilità. E volevo che lei facesse lo stesso, e non stesse vivendo come anche stavo vivendo. L’odio ora era una forza contro il peccato che stavo presentando a Dio. E qualsiasi persona nella quale identificavo questo male, io “avanzavo” nella fede, come un “toro”.

Ed è divertente, questo! Perché la fede è data a te. La forza, la determinazione, la correzione contro quello che ti fa agire contrario alla fede, sono immediate, quando è definita nella tua fede, e di conseguenza nella tua preghiera. Non c’è come essere debole e avere anni nella tua vita senza una definizione nella tua fede. Perché Dio ci ha dato l’intelligenza, giustamente per misurare, per conferire ciò che è reale nella nostra vita. Quest’intelligenza, o questa fede intelligente, non si appoggia nel fatto di essere battezzata con lo Spirito Santo, presupponendo con questo che tutto andrà bene. Se non vigilerò, non c’è come andare avanti.

Série: Il Mio Diario

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