Tornando al Passato – 62ª Parte

Viviane Freitas

  • 22
  • Nov
  • 2016

Tornando al Passato – 62ª Parte

  • 22
  • Nov
  • 2016

Londra, un luogo sempre nuvoloso.Un posto con tante razze, culture mischiate.

Ma il lato di fuori, non era il problema. Ero molto cosciente che dovevo finire con i miei dilemmi, e quanto più mi rendevo conto dei problemi, trovavo uno in più dentro di tanti.

La mancanza delle mogli di Spagna e la mancanza di interagire normalmente con le mogli, come facevo prima, mi mancava. Ma sapevo che non era questo che stavo cercando. Non ero a “caccia” di qualcosa che mi facesse fuggire dai miei problemi. Volevo perché volevo, scoprire la radice dei miei problemi, ed ero definita nel mio intimo a confrontare ognuno di loro. Non importava davvero il prezzo, il dolore della mia anima. Ciò che mi importava era la risposta che volevo trovare.

Ci trovavamo nell’epoca nel quale si parlava della Campagna di Israele – sacrificio – in chiesa. Ma cosa stava accadendo? Sembrava che ascoltavo, e i miei conflitti si trovavano in evidenza rispetto alla Parola di Dio. Non capivo… mi trovavo nel puro sentimento. Quanto più la mia mente volesse una risposta, la mia carne sentiva tutte le circostanza delle mie emozioni. E sinceramente, la mia fede non riusciva a sussistere. Mi trovavo più nell’emozione e distante dalla fede. Anche se avevo coscienza che la fede non fa questo, non ero capace di cambiare.

Piangevo nelle riunioni, chiedevo aiuto a Dio. Lottavo contro quelle emozioni. Ma sembrava che queste, incorporate nel mio essere, non volessero uscire. In verità, stavo lottando con l’emozione per togliere un’altra emozione.

Un giorno, ero stufa di tutte le emozioni. Ho pensato: “Caspita! Sto ascoltando parlare della rivolta, ma non riesco a rivoltarmi! Mio Dio, mi aiuti!” come non potevo aspettare l’agonia della mia anima, allora un giorno, ho deciso di dare un “indiretta” alla mia famiglia per vedere se mi aiutava.

Stavamo insieme, io, Cris, mio padre e mia mamma, nella sala di tv. E ognuno seduto, con la tv accesa, ma nessuno la guardava. Ho visto lì l’opportunità di dare la “mia indiretta”, come un modo di trovare una risposta. Ho detto così: “Penso che non farò più il Programma Cose di Donne.” L’ho detto come una scusa; non che io lo scegliessi di fare o meno il programma, ma per andare incontro della loro aspettativa. Letteralmente, stavo provocando una risposta per la mia agonia.

Quando ho detto questo, immediatamente mia sorella disse: “Cosa è questo, Vi?!” Quando lei disse questo, i miei occhi si sono riempiti di lacrime, volendo piangere, perché ha parlato credendo in me. E ha continuato dicendo: “Tu sei così forte! Come puoi dire una cosa del genere?”

Tuttavia, mio padre disse: “Mia figlia, non c’è bisogno che tu faccia il programma “Cose di Donne”. Se non vuoi farlo, non vuoi esporti, ecc.. non c’è bisogno”.

Sembrava che mio padre mi alleviava, ma no. Ha parlato contro la fede che io professavo. Non sono stata chiamata per fare l’Opera di Dio come voglio o mi sento bene. Sono stata chiamata per servire!

Nel momento che ha detto questo, la mia fede ha parlato dentro il mio intimo. Non contrariandoli, ma è stato un modo di riuscire a farne uso, non di emozione, ma di fede.

La fede ti fa pensare, riflettere, e principalmente pesare la finalità del tuo obiettivo.

È stato quando ho fatto passare alcuni minuti, e li dissi che andavo a casa. Arrivando a casa, nella mia stanza, l’ho esposto a Dio tutto quello che stavo vivendo. Ho parlato con Lui, perché la mia risposta non si trovava nel “calore familiare”, o nel “capire le mie emozioni”. Volevo servire a Dio. E anche se dovevo contrariare la mia carne, avrei risolto questo con Colui che fa tutte le cose.

E là, nella mia stanza, mi sono inginocchiata e ho parlato con Dio: “Dio, presta molta attenzione.. Sto piangendo si… non è perché sto cercando che il Signore abbia pena di me, ma perché sta facendo male tutto questo che sto vivendo. Sono in piena campagna di Israele e tutto ciò che sto ascoltando è sulla rivolta. Ma finora, non sono riuscita a rivoltarmi contro niente di quello che sto vivendo. E questo non ha senso. Quando il Signore mi ha battezzato con il tuo Spirito, non sono stata battezzata con questo spirito di emozione, no! Questo non è il Tuo Spirito in me! E non accetto più essere così!”

Ho parlato con Dio con dettagli, che quando mia sorella mi stava presentando e passando le informazioni della chiesa, stavo urlando dentro dicendo: “No Cris! Non andare via! Per favore rimani qui! Ti aiuto, ma in nessun modo voglio essere la moglie responsabile qui. Voglio imparare.” Mia sorella non vedeva questo grido, perché il mio viso guardava le sale che mi presentava, della chiesa. Tuttavia, Dio e io sapevamo di ciò che stavo vivendo dentro di me.
Non mi vedevo nella condizione di essere in una posizione di autorità, perché vedevo i miei conflitti più grandi della mia fede.

Sembrava che vedevo la mia anima disperata.

Dissi a Dio rivoltata: “QUESTO NON E’ IL TUO SPIRITO! Questo spirito molle, sentendomi senza condizioni, ecc., non è Tuo. E non accetto presentare questo. Non so che cosa il Signore farà con me, ma voglio una risposta!”

Ho finito di pregare e sono andata a dormire. Grazie a Dio, che ho avuto l’opportunità di sfogare tutto prima che mio marito arrivassi e mi vedesse in quel modo.

Nello stesso modo che ho pregato in modo intelligente, pensando nelle mie parole, come anche sulla fede che profetizzo e il risultato che credevo, è stato il modo che ho agito dopo questa preghiera. Settimana prossima, continuo.

Série: Il Mio Diario

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