Tornando al Passato – 31ª Parte

Viviane Freitas

  • 14
  • Mar
  • 2016

Tornando al Passato – 31ª Parte

  • 14
  • Mar
  • 2016

Ho passato per momenti davvero molto difficili, per quanto riguarda la loro situazione.

Mai, in tutta la mia vita, avevo pianto tanto per qualcosa che fosse una mia necessità. Non avevo problemi con mio marito, non avevo problemi personali, ma quel problema mi stava colpendo.

Abbiamo tentato in tutte le maniere possibili di avere la loro custodia. E poiché non erano nostri, ho dovuto affrontare situazioni orribili. C’è stato un giorno che è stato necessario portarli al responsabile. E ho assistito ad una scena che non esce mai dalla mia testa… anzi, due!

La prima scena, è stato quando ho dovuto lasciarli nella casa del responsabile e sapevo che non avevo più un tempo determinato di quando li avrei rivisti nuovamente.

Portandoli al luogo con le valige, Luis e Vera avevano quel “segno di interrogazione” nei loro occhi. E io dovevo tranquillizzarli e “fingere” che qualcosa di bello stava per accadere. Iniziai a dirgli che stavano per incontrare l’altro loro fratello. E loro davvero lo stavano per incontrare. Ma questo non era sufficiente per tranquillizzarli. Luis, normalmente, si disperava più di Vera.

Vera, invece che era la più vecchia, cercava di calmarsi affinché Luis sia più tranquillo.

E lì viene la prima scena orribile che ho assistito:

Quando sono arrivata in quel posto, prendendo le valige dalla macchina e portandoli al nuovo luogo dove sarebbero rimasti, Luis iniziò a piangere e ad entrare in disperazione.

Io ero molto angosciata per non essere riuscita ad avere la loro custodia, e vedendolo esporre tutta quell’angoscia davanti a tutti, il dolore aumentava ancora di più, di maniera insopportabile. Ma anche così io non avevo il diritto di esporre quello che sentivo, per mantenerli calmi.

Erano venuto una o due persone, cercando di controllarlo e prenderlo, che con forza lottava contro e estendeva le braccia nella mia direzione dicendo: “Mammmaaaaa!!!” Lui letteralmente urlava, con le sue braccia estese nella mia direzione. E tutto quello che ho potuto fare era lasciare che lo prendessero e andare via piangendo senza controllo.

Tornando a casa, piangevo tanto, senza Julio vicino, senza i miei genitori vicino. Sono arrivata a casa e sono andata nella stanza dei miei genitori e ho pianto per ore. Piangevo senza fermarmi. Non c’era niente che strappava il mio dolore. Piangevo tanto, che non avevo più respiro.

Io sdraiata nel letto dei miei genitori, piangendo, decisi di chiamare mio padre. E allora, cercai di recuperare il respiro per esporre la situazione, ma non sono riuscita.. tale era l’agonia che c’era dentro di me.

Mio padre, dovette letteralmente parlare molto seriamente: “Smetti di piangere, Viviane. Parla!”

Mio padre sapeva che la situazione non era sotto controllo. Lui mi calmò quando mi comandò di smettere di piangere. Non mi ricordo esattamente quello che ha detto dopo, ma quello che mi segnò è stato quando mi comandò di smettere di piangere.

Quello era tutto quello che avevo bisogno in quel momento: Parlare seriamente, con autorità, comandandomi di smettere di piangere. Mi fa ricordare oggi le parole di Gesù. Quando una vedova stava andando a seppellire il suo unico figlio. Gesù comandò alla donna di smettere di piangere con tutto quello che succedeva nella sua vita, in quel momento.

Così sono riuscita a respirare di nuovo. E sono riuscita anche a clamare a Dio per una soluzione.

So che sono stati giorni molto difficili da affrontare. Mi ricordo che iniziai a leggere la Bibbia, il libro di Lamentazioni e anche Geremia, poiché volevo trovare una maniera di conciliare le mie afflizioni con la Parola di Dio.

Mi ricordo che ero nella Chiesa di Vale de Sao Fernando. Mi ricordo del popolo e mi sentivo indegna di stare lì, poiché non avevo forze di lottare per loro.

Mi sentivo male per sentire i miei dolori, sapendo che sono stata chiamata per l’Altare. Non per essere servita, ma sì per servire.

Chiamavo la moglie del Vescovo, in quell’epoca, per esporle il mio dolore, e lei tranquillamente mi ascoltava. Dandomi un aiuto nella mia necessità di sfogarmi.

Ricordo che in quel tempo mi sentivo la persona che più soffriva nella mia chiesa. Nessuno soffriva più di me.. era quello che pensavo. In realtà, ero sotto l’effetto totale dei miei sentimenti.

Con il passare del tempo, iniziai a recuperare, pian piano. Iniziai a rafforzarmi nella Parola di Dio che mi proteggeva. Iniziai a sviluppare qualcosa che non esisteva: sollievo per la mia anima. Fino a a quel momento, non avevo mai passato per un dolore simile. Ma con i dolori, iniziai ad andare su un altro livello della mia fede.

Série: Il Mio Diario

Lascia un messaggio

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

1 comentário

  1. A volte i problemi ci fanno andare altre. Ovviamente questo succede dopo l’effetto ”dei sentimenti”, dei pensieri che non ci riusciremo mai..
    I problemi ci fa avvicinarci a Dio attraverso la RIVOLTA, quando esiste la manifestazione della nostra fede (attitudine)
    Molto forte!

    Vedere di più