Tornando al Passato : 28ª Parte

Viviane Freitas

  • 22
  • Feb
  • 2016

Tornando al Passato : 28ª Parte

  • 22
  • Feb
  • 2016

Io ero una ragazza, essendo “madre”. 

Quando Júlio dava tutta l’attenzione ai bambini i sabati, ci sono state volte che mi sono comportata come una bambina. E mi sembra divertente quando mi ricordo.

Andavo in un luogo dove nessuno poteva trovarmi, solo per piangere di gelosia. Non perché Julio dava attenzione ai  bambini, ma ci metteva tanto tempo, e prima era solo mio. Anzi “mio” e dell’Opera di Dio. E prima, quando avevamo il tempo libero il sabato, l’attenzione era tutta rivolta a noi due.

Luis aveva 4 anni e Vera 5 anni.
Loro erano già “grandini”  e non avevo avuto tempo di crescere con loro, per imparare a dividere. Allora, avevo reazioni proprio da bambina.

Un giorno mi ricordo, sono stata davvero ridicola, sono andata nell’armadio dei miei genitori e sono entrata dove c’erano le camice di mio padre. E’ ovvio che i miei genitori non si trovavano a casa, sicuramente in uno dei suoi viaggi missionari. Sono entrata in mezzo alle sue camice, e mi sono seduta, portando le mie gambe vicine a me.
La posa di una bambina arrabbiata.

Sono rimasti lì per un po’ di tempo e Julio mi cercava, perché non mi trovava. Finché mi trovò, sotto le camice di mio padre. E disse: “Che cosa brutta! Guardati! Sembri una bambina!”

Ci rimasi male. Il mio volto era tutto rosso per tanto piangere. Volevo dire che avevo le mie ragioni, ma le parole che disse mi fecero vedere me stessa.

Così imparavo davanti alle difficoltà. Sbagliando, ma cercando di rimediare. Non sapevo che sbagliavo, nella mia coscienza, avevo ragione, perché avevo libero solo quel giorno con Julio. E io volevo il diritto che mi desse più attenzione. Giacché durante tutta la settimana, dovevamo separarci perché dovevo educare i bambini.

Tuttavia, Julio era un ottimo padre. Ammiravo l’attenzione che li dava. E loro lo amavano tanto. Luis era tutto del padre.

Io compravo vestiti che assomigliavano a quelli del papà.
Lui era magrolino e facile da prendere. Ma molto bello per prendersi cura.
Lui era più zelante suoi vestiti rispetto a Vera.
Lui usava pantaloni, camicia e bretelle.

E quando si vestiva così, voleva rimanere in piedi al lato della parete nelle riunioni. Voleva essere visto come un “piccolo collaboratore” della chiesa.

E io gli dicevo: “Chi fa cose brutte, non può essere un piccolo collaboratore!” E lui metteva il broncio, lasciava cadere le braccia e diceva: “Ah mamma!”, molto arrabbiato.

Quello che volevo da lui, era che imparasse a valorare e obbedire.
Non lo incoraggiavo ad essere un piccolo collaboratore, quando faceva cose brutte a casa. Se obedisse, poteva anche essere un “piccolo collaboratore”, nel caso, rimanere in piedi durante le riunioni come facevano i collaboratori.

Luis impazziva per Julio. Quando dovevano tornare a casa, io ero in una macchina e Julio nell’altro, poiché dove abitavamo, era molto distante e non c’era un altro mezzo per arrivare lì se non in macchina. Lui piangeva sempre perché voleva andare con papà.

Io mi arrabbiavo molto! Mi faceva arrabbiare vedere che preferiva il papà, invece di me. Un’altra piccola gelosia mia!

Interessante. Da un lato agivo come qualcuno di saggio e dall’altra parte, ero molto infantile. Questo era dovuto perché esistevano cose in me che ancora non avevo visto come un problema, ma come una difesa dei miei diritti. Avevo ancora tante cose da imparare…

Série: Il Mio Diario

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1 comentário

  1. Signora Viviane ogni volta che leggo il suo post imparo cose nuove. Vedo che c’è volta che abiamo reazione che non sapiamo da dove proviene ma che ha una raggione dietro a questo sentimento.

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