Tornando al Passato – 10ª Parte

Viviane Freitas

  • 8
  • Set
  • 2015

Tornando al Passato – 10ª Parte

  • 8
  • Set
  • 2015

Mio padre viaggiò a New York, e invitò Cristiane e Renato, e anche a me e a Julio, ad una riunione di pastori fatta da alcuni dei responsabili. Il biglietto era stato comprato per 1 settimana o 5 giorni.

Arrivando a New York abbiamo partecipato alla riunione. Mi sentivo onorata, ma allo stesso tempo indignata di stare là. Qualcosa non mi andava bene. Uno dei messaggi che menzionò in questa riunione è stato riguardo a Eleazar, figlio di Dodo (uno dei tre valorosi guerrieri di Davide).

Ricordo che quella riunione mi aveva scosso tanto. Lo Spirito che ci è stato trasmesso era entrato dentro il mio essere, e io con un aspetto triste … Siamo andati dove eravamo ospitati e mi ricordo che quando sono entrata nella stanza dissi a Dio: “Oh Dio! Io voglio essere come questo figlio di Dodo! E io riconosco che non lo sono. Io voglio essere come lui.”

Il giorno dopo mio padre aveva continuato a fare la riunione, e io dissi una cosa che si trovava dentro di me, che era essere quel tale Figlio di Dodo. Mio padre non aveva capito quello che volevo dire, e mi chiamò l’attenzione davanti a tutti i vescovi e responsabili.

E disse: “Mia figlia, tu non entrerai dalla finestra, no! Tu devi entrare dalla porta!”

Lui aveva parlato così perché pensava che volevo essere un leader, qualcuno con una grande responsabilità. E di fatto, Julio in quel momento era appena un pastore della chiesa. Lui non era responsabile di un paese, stato o regione. Comunque non era quello l’obiettivo. L’angoscia che si trovava nel mio petto, era di essere uno dei coraggiosi di Davide! Legga a rispetto di questi coraggiosi in II Samuele 23:8-10.

Non vedevo in me Eleazar. Non mi vedevo con le caratteristiche di Eleazar, figlio di Dodo. E la mia anima si angosciava a causa di questo.

E di fatto, il giorno che mio padre mi chiamò l’attenzione davanti a tutti, io dissi dentro di me: “Puoi sgridarmi padre! Il mio orgoglio sta essendo umiliato, qui e ora! Anche se lui non sa quello che passa dentro di me, non ho bisogno di giustificarmi. Approfitto quest’opportunità per calpestare il mio orgoglio..” e quale orgoglio? Orgoglio di giustificarmi, orgoglio di sentirmi imbarazzata davanti a tutti, orgoglio di mostrare perfezione, ecc. …

…Il giorno seguente, accadde qualcosa di forte impatto.

Mio padre aveva menzionato in quella riunione che una moglie antica nell’Opera di Dio, aveva manifestato con demonio. E che lei non sapeva che non era libera.
Per me, e penso che per tutti, è stato super forte, poiché non avevamo mai visto qualcosa che screditasse la condotta della moglie. Lei era una brava moglie, sempre disposta a tutto, ecc. …

Mio Dio, quello è stato un impatto molto grande per me, che mi faceva temere ancora di più del mio stato. E io aveva coscienza che non ero al culmine della mia fede in quel momento, mi ero già distratta con telenovele, con insicurezze…

E quando ho sentito quella notizia, ho iniziato a tremare nella base.
Mi ricordo che leggevo la Bibbia e sembrava che sapevo tutto!
Come può succedere? Prima non era così…

Mi spaventava il fatto di non avere le caratteristiche del Figlio di Dodo;

Mi spaventava il fatto che una moglie antica nell’opera abbia manifestato con demonio, senza aver commesso nessun peccato;

Mi spaventava la forma di come leggevo la Bibbia e non mi “diceva” niente!

Mio Dio!!! La mia anima sembrava in una fossa.

Non era a caso che mi trovavo in questa riunione.

Non era invano, anche Julio non essendo un responsabile.
Allora… sarei rimasta davanti a questa afflizione senza fare niente?

No! La mia fede non mi permetteva questo! Dovevo andare dove trovavo rifugio. È stato quando, tornando da una di queste riunioni, di notte, sono andata nella mia stanza, ho lasciato Julio dormire e sono andata urgentemente a parlare con Dio.

E arrivando lì, nel bagno, in mezzo alla disperazione, senza che nessuno sapesse quello che stava accadendo dentro di me, ho messo la mia faccia dentro il water, come forma di dire a Dio che io sono più sporca di quello che mi faceva schifo – il water.

Volevo tanto una risposta. La mia anima chiedeva soccorro per qualcosa che io credevo e volevo! Il mio dolore non era per la vergogna di essere stata chiamata l’attenzione, ma il dolore era per la mia anima. Dove stavo portando la mia anima: ai passi di Gesù o ai miei propri passi? Come stavo io davanti a tutto quello che accadeva intorno a me?

Ho messo la mia faccia dentro il water, e facevo il mio clamore insistentemente: “Veda Dio, come sono! Veda Dio, come è la mia lettura biblica! Veda Dio, come sono debole, come ho paura di ingannare in qualche maniera! Gesù soccorrimi!! Ho bisogno di te…”
(non ricordo esattamente le mie parole, ma era più o meno così, e solo il fatto di ricordarmi mi fa piangere.)

Ho finito di pregare e sono andata a dormire.

E quando mi sono svegliata il giorno seguente, mi hanno detto che sarei rimasta a New York. E che Renato sarebbe andato in Inghilterra.
Siamo andati alla prima evangelizzazione a New York per invitare persone al Madison Square, per una riunione speciale che doveva essere fatta. E lì si trovavano tutti i pastori in massa, nelle strade a divulgare.

Ho trovato una moglie che diventò un’amica per me, Sara, era il suo nome. Lei mi parlava sempre delle cose di Dio, e era quello che io cercavo in qualcuno. E lei mi ha parlato di un capitolo dei Salmi che dovevo leggere.

Al termine dell’evangelizzazione, arrivando a casa, sono andata a leggere la Bibbia. E per mia sorpresa, sono riuscita ad ascoltare la voce di Dio. Non avevo più quella sensazione che l’avevo letto. Mio Dio, ho pianto di allegria. Dio sta parlando con me nuovamente! Dio ha accettato il mio clamore.

Mi sono rafforzata. Sono usciti quel peso, paura e problemi. Mi sentivo di nuovo potente! La mia fede si era ravvivata.

Siamo andati alla sede di New York, e il Vescovo Renato Maduro, responsabile di New York in quell’epoca, stava cercando qualcuno perché rimanga nella chiesa in inglese.

In quel momento la chiesa in spagnolo era in distacco, con tutta la forza rivolta verso essa, e l’inglese era in secondo piano, poiché venivano più persone che parlavano spagnolo.

Il Vescovo Renato Maduro voleva che rimanessimo con lui nella sede, ma la necessità ci fece andare nella chiesa in inglese.

Per me niente era un problema. Poiché lo Spirito che inondava il mio essere era infinito. Ero disposta a cominciare a portare all’esistenza quello che non esisteva. Non importava quello che gli altri dicevano, e si quello che c’era dentro di me.

Ho risolto con Dio le accuse.

Dio mi restaurò. Tolse la mia anima da quella fossa.
E mi diede un’altra forza, oltre a quello che esisteva del mio normale.
A causa di una necessità, c’è stata ricerca, sincerità per quello in cui credevo.

Per questo ho immense ragioni di lodare a Dio, perché mi sono vista necessitata. E tutte le volte che mi sono vista così, sono andata da Lui e Lui mi fornì tutto.
Io Lo amo.

La mia relazione con Dio stava appena cominciando, di forma più personale a causa dei dolori.

Série: Il Mio Diario

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