La vita di Giacobbe – 9º Giorno

Viviane Freitas

  • 16
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 9º Giorno

  • 16
  • Nov
  • 2017

Ciao, un altro giorno qui con voi, parlando della vita di Giacobbe.

Esaù odiava Giacobbe, a causa della benedizione datagli da suo padre, e disse in cuor suo: «I giorni del lutto di mio padre si avvicinano, allora ucciderò mio fratello Giacobbe».
Furono riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figlio maggiore, e lei mandò a chiamare Giacobbe, suo figlio minore, e gli disse: «Esaù, tuo fratello, vuole vendicarsi e ucciderti.
Ora, figlio mio, ubbidisci alla mia voce; lèvati e fuggi a Caran da mio fratello Labano, rimani laggiù, finché il furore di tuo fratello sia passato, finché l’ira di tuo fratello si sia stornata da te ed egli abbia dimenticato quello che tu gli hai fatto. Allora io manderò a farti ritornare da laggiù. Perché dovrei essere privata di voi due in uno stesso giorno?» (Genesi 27:41-45)

9ºGiorno – L’Intenzione 

É vero, Rebecca…

Dopo aver fatto al tuo modo, arrivano le conseguenze, e queste sono inevitabili.

L’odio di Esaù contro Isacco chiede vendetta, per sterminare la frustrazione per la supposta perdita. Ma, in realtà, non pagò il prezzo per la benedizione che il padre aveva da dargli. Prima, perché non era un figlio esemplare, e, dopo, un cacciatore, che si basava sulla sua forza, sacrificando animali per il sostentamento, ma che, in fondo, non era sufficiente.

E ci sono molte persone che si credono il “massimo” solo per “cacciare”, portare beneficio o essere efficace in quello che fa. Ma il tuo carattere, attitudine e il modo come disprezzi le cose di Dio, è molto forte.

Tutte le persone che assumono davanti Dio, devono anche preoccuparsi di risolvere problemi, perché vedono sempre le conseguenze.
Interessante, che alcuni non hanno la stessa forza per sterminare il problema, che si impegnano a fuggire o fare in un altro modo. Non c’è mai un sacrificio perché si rendono conto delle sue proprie azioni, o perché, semplicemente, non vogliono vedere.

Io soltanto sacrificio quando capisco che devo materializzare ciò che credo.

Vedi il risultato: Esaù perse il diritto della benedizione a causa della sua propria attitudine, ma non lo notò.. Vuole una soluzione immediata per il problema. Per lui, uccidere Giacobbe risolverebbe il suo caso, ma, ovviamente, provocherebbe altri problemi.

Entrambi, Rebecca ed Esaù, hanno avuto l’attitudine sbagliata, poiché hanno rivelato precipitazione e ansietà. Volevano risolvere il problema al loro “modo”, e non in modo giusto.

La prima cosa che si deve fare, quando si ha un problema contro il “fratello”, è risolverlo con lui, e non cercare di “ucciderlo”, poiché questo ti porterà colpa. In conseguenza delle nostre azioni, un problema genera un altro, facendo diventare la vita un vero inferno.

“…finché l’ira di tuo fratello si sia stornata da te ed egli abbia dimenticato quello che tu gli hai fatto..”

Il problema che Rebecca ha istigato ora non è menzionato, come se fosse innocente. Quando non c’è sacrificio, c’è paura, c’è dubbio e insicurezza. Questo si nota, tanto da parte di Rebecca, quanto di Esaù.

Anche questo mi ha chiamato l’attenzione: L’odio di Esaù. Tutti quelli che non sacrificano, iniziano a invidiare. Può non esistere l’odio di morte contro l’altro, ma si ignora e si distanza dalla persona che ha conquistato quello che si desiderava. E ancora, in un modo, cerca di danneggiarla.. Poiché non ha, o non è riuscito, fa di tutto perché l’altro perda.

Anche Esaù enfatizzava il suo spirito di inganno, poiché aspettava la morte del padre, per uccidere suo fratello. Non voleva deludere il padre mentre era vivo, ma dopo la sua morte, avrebbe consumato l’atto.

Nota le intenzioni delle persone. La tua intenzione dice tutto ciò che sei… il tuo pensiero, ciò che alimenti e a chi servi!
Servi i tuoi sentimenti, ti consegni per loro e sacrifichi in funzione di questi? Allora il risultato sarà frustrante, come è successo qui.

Amica, dovresti guardare questa storia vera, per verificare i tuoi atteggiamenti: Che tipo di fede stai presentando a Dio? Un sacrificio 100% a Lui, o ai tuoi sentimenti?! Devi guardare il tuo procedimento, perché tu sia libera dagli inganni di una fede emotiva.

Se stai leggendo, c’è fede; vuoi partecipare nella campagna di Israele, ma questo non vuol dire che tu abbia una fede intelligente, poiché questa è giusta, razionale e non prende iniziative in favore a ciò che senti, ma di quello che è giusto, vero e questo è scritto nella Parola di Dio.

Non è giusto pagare con la stessa moneta, sentire, poiché non ti porta lo stesso risultato, ma l’INFERNO. Allora, valuta tutto ciò che stai facendo per Dio, tutti i giorni. Non sono sufficienti le conquiste passate, poiché la fede intelligente vive l’ORA!

Rimani da sola con Dio, poiché, così, non vedrai gli altri, ma guarderai il tuo interiore, vedendo chi sei per Dio e ciò che Gli presenti.

Continuiamo domani, nel 10° Giorno, parlando della vita di Giacobbe.

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