La vita di Giacobbe – 8º Giorno

Viviane Freitas

  • 15
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 8º Giorno

  • 15
  • Nov
  • 2017

Ciao a tutti. Siamo tornati. E’ l’8° Giorno che parliamo della vita di Giacobbe.

Isacco rispose e disse a Esaù: «Io l’ho costituito tuo padrone, gli ho dato tutti i suoi fratelli per servi e l’ho provveduto di frumento e di vino; che potrei dunque fare per te, figlio mio?»
Allora Esaù disse a suo padre: «Hai tu questa sola benedizione, padre mio? Benedici anche me, padre mio!» Quindi Esaù alzò la voce e pianse.
Suo padre Isacco rispose e gli disse: «Ecco, la tua dimora sarà priva della fertilità della terra e della rugiada che scende dal cielo. Tu vivrai della tua spada,
e sarai servo di tuo fratello; ma avverrà che, conducendo una vita errante,
tu spezzerai il suo giogo dal tuo collo». (Genesi 27:37-40)

8ºGiorno – Esaú: L’opportunità persa

Chi l’avrebbe detto…  Esaù fece tutto giusto, ma arrivò in ritardo, poiché non lo fece nel momento giusto. Non si rese conto, prima, perché aveva suo fratello come l’univo “ingannatore”, accusandolo di tradimento, quando lui stesso, per la fame, aveva venduto il suo diritto di primogenitura. Questo, Esaù non valutò e, come conseguenza, perse la sua opportunità.

Quanti di noi perdiamo l’opportunità, quando guardiamo gli errori degli altri? Aspettiamo che gli altri cambino, quando siamo noi che dobbiamo farlo. E l’opportunità passa..

Mi fa ricordare, che sarà esattamente come nel momento che il Signor Gesù ritornerà: “E ora… ho fatto tutto. Ero collaboratrice, aiutavo, nelle riunioni. Davo le mie offerte e decime. Perché?!”
Perché non si rese conto; non guardò dentro di sé, ma solo quello che gli altri dovevano cambiare.

Di fatto, Giacobbe non era nel giusto, ma Esaù non aveva credibilità per puntare l’errore del fratello, poiché aveva anche sbagliato.

Molte volte, questo è ciò che accade: La persona si sente forte per accusare l’altro, ma non ha la stessa forza per affrontare il proprio errore. E questo è molto problematico, poiché mentre guarderai gli altri, non raggiungerai un cambiamento. Questo solo accadrà, quando sentirai dolore.

Ed è lo Spirito Santo che rivela la nostra condizione. Questo non accade “per la forza”, o basandosi in altri attitudini: Fare perché gli altri fanno, e partecipare perché sarebbe “brutto” non farlo.
Voglio dire, agisci per far vedere agli altri o paragonarti a loro, ma non riconosci le tue proprie mancanze. Allora, perdi la tua opportunità. E quando arriverà l’ora di cercare i risultati in quello che hai investito, non li troverai, perché hai fatto qualcosa di ingannevole, irreale, che non rivela una consegna sincera e vera.

Se stai partecipando alla campagna “Ora è il mio turno!”, “Mi sono stancato del mio io!”, dai un BASTA a tanto inganno e illusione. Riconosci il tuo proprio stato, affinché, allora, non passi la tua opportunità.

Ci troviamo domani, in continuazione alla vita di Giacobbe.

 

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