La vita di Giacobbe – 7º giorno

Viviane Freitas

  • 14
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 7º giorno

  • 14
  • Nov
  • 2017

Ciao a tutti, oggi è già il 7° Giorno che parliamo della Vita di Giacobbe, e ora arriva Esaù… Vediamo cosa succede:

“Appena Isacco ebbe finito di benedire Giacobbe e Giacobbe se ne fu andato dalla presenza di suo padre Isacco, Esaù suo fratello giunse dalla caccia.
Anch’egli preparò una pietanza saporita, la portò a suo padre e gli disse: «Si alzi mio padre, e mangi della selvaggina di suo figlio, perché mi benedica».
Suo padre Isacco gli disse: «Chi sei tu?» Ed egli rispose: «Sono Esaù, tuo figlio primogenito».
Isacco fu preso da un tremito fortissimo e disse: «E allora, chi è colui che ha preso della selvaggina e me l’ha portata? Io ho mangiato di tutto prima che tu venissi, e l’ho benedetto; e benedetto egli sarà».
Quando Esaù udì le parole di suo padre, emise un grido forte e amarissimo. Poi disse a suo padre: «Benedici anche me, padre mio».
Isacco rispose: «Tuo fratello è venuto con inganno e si è preso la tua benedizione».
Ed Esaù: «Non è forse a ragione che egli è stato chiamato Giacobbe? Mi ha già soppiantato due volte: mi tolse la mia primogenitura, ed ecco che ora mi ha tolto la mia benedizione». Poi aggiunse: «Non hai serbato qualche benedizione per me?» (Genesi 27:30-36)

7ºGiorno – L’intenzione di Esaù 

Purtroppo, Esaù perse la sua opportunità, ma questo non era per ora. Era già dentro di lui, poiché, fin dall’inizio, non dava tanta importanza a questa benedizione. Essendo un uomo forte, cacciatore, elogiato dal padre, poiché Isacco aveva preferenza per il figlio più grande, così, lui si credeva sicuro e tranquillo.

Quando si è approvati davanti agli uomini, e si rimane accomodati con quest’approvazione, molti diventano fiduciosi in se stessi, non cercando questa fiducia da parte di Dio.

Esaù aveva disprezzato la benedizione della primogenitura, la quale l’aveva venduto a suo fratello, a causa della fame. Se noti, in quel momento, non ha dato nessun importanza e, per questo,  la sua opportunità passò.
Non è stato Dio che non gli diede l’opportunità o perché lui fece tutto quello che  doveva, portando la caccia, che sarebbe stato garantito.

Giacobbe, anche andando dal gregge e essendo aiutato dalla madre, raggiunse la benedizione. Mentre Esaù, anche uscendo al campo, non è stato accettato.

Perché?

Perché da parte di Esaù, non c’erano buone intenzioni, era solo interessato all’eredità del padre, ovvero, nell’area fisica della benedizione.
Appoggiato nella sua forza come fornitore, vedeva ugualmente la soluzione della sua vita, in forma di benedizione materiale che suo padre gli avrebbe dato.
Per questo, pensò che se avesse venduto la sua primogenitura, non ci sarebbero state conseguenze. Ma sì che ci sono state…

E oggi? E noi?! Che cosa impariamo da questo messaggio di Esaù?

Qual è la mia intenzione nell’essere la propria benedizione? E’ perché le altre persone si sottomettano a me, o che il pastore mi elogi, che io sia onorata nella mia famiglia, nel mio lavoro, per la conquista, ecc.
Sarà che è per questo, per la parte fisica, per l’approvazione umana, o perché, davvero, voglio qualcosa che non riesco a soddisfare?

Per esempio, Giacobbe riconosceva di non essere “forte” e di aver bisogno di quella benedizione. Mentre Esaù, pensava di avere forze, e la disprezzò.

Qual è la tua intenzione? Sarà che è per essere onorato, o perché Dio sia glorificato attraverso di te?

Vedi la tua intenzione, poiché questo sarà presentando insieme al tuo sacrificio. Se entri con seconde intenzione, non è totale, poiché anche se fai tutta la parte fisica, la parte spirituale non l’hai presentata. E quest’area richiede da te consegna, poiché, diventi flessibile, permetti che Dio faccia l’Opera dentro di te, la quale, inevitabilmente, si rifletterà nell’esteriore.

Mi piacerebbe che tu, amica, notassi, cercassi e valutassi le tue scelte, la tua determinazione… Sono per glorificare a Dio o a te stessa?

Pensaci e ci incontriamo domani.

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