La vita di Giacobbe – 5º giorno

Viviane Freitas

  • 10
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 5º giorno

  • 10
  • Nov
  • 2017

Ciao a tutti. E’ un piacere molto grande stare qui, soprattutto perché stiamo vivendo la quotidianità della Chiesa, attraverso il racconto della vita di Giacobbe.

E oggi, è già il quinto giorno che trattiamo questo tema, qui nel Blog.

_Poi mise in mano a suo figlio Giacobbe la pietanza saporita e il pane che aveva preparato._

_Egli andò da suo padre e gli disse: «Padre mio!» Isacco rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?» Giacobbe disse a suo padre: «Sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai detto. Àlzati, ti prego, mettiti a sedere e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica»._

Isacco disse a suo figlio: «Come hai fatto a trovarne così presto, figlio mio?» E quello rispose: «Perché il SIGNORE, il tuo Dio, l’ha fatta venire sulla mia via»_

_Allora Isacco disse a Giacobbe: «Avvicìnati, figlio mio, e lascia che io ti tasti, per sapere se sei proprio mio figlio Esaù, o no»._

_Giacobbe s’avvicinò a suo padre Isacco; e, come questi lo ebbe tastato, disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le mani sono le mani d’Esaù»._

_Non lo riconobbe, perché le sue mani erano pelose come le mani di suo fratello Esaù, e lo benedisse. Disse: «Tu sei proprio mio figlio Esaù?» Egli rispose: «Sì»._

_E Isacco gli disse: «Portami da mangiare la selvaggina di mio figlio, e io ti benedirò». Giacobbe gliene servì, e Isacco mangiò. Giacobbe gli portò anche del vino, ed egli bevve._ (Genesi 27:17-25)

5ºGIORNO – IL SACRIFICIO

Giacobbe presentò un presunto sacrificio, dando continuità alla sua bugia. Prima, affermò che il suo nome era Esaù e, dopo, disse che Dio aveva inviato la caccia al suo incontro. Se noti, lui mentì, usando il nome di Dio e, più di questo, si riferì: _”«Perché il SIGNORE, il tuo Dio…”_ Disse questo, perché era lontano da Dio, non riferendosi al Signore come suo. VOLEVA LA BENEDIZIONE DI PRIMOGENITURA, MA ERA DISTANTE, POICHE’ NON AVEVA LA COSCIENZA DELL’IMPORTANZA DI ESSERE LA PROPRIA BENEDIZIONE.

IL SACRIFICIO NON E’ RAPIDO O AUTOMATICO. DIMMI: CHE COSA SI FA RAPIDAMENTE, CHE INCLUDE SACRIFICIO? NIENTE!

Se studi giurisprudenza, la formazione accade in un giorno? NO!

TUTTO CIO’ CHE INCLUDE SACRIFICIO RICHIEDE TEMPO. NON SOLO ALCUNE ORE, MA INVESTIMENTO E DEDIZIONE ALL’OBIETTIVO CHE SI PRETENDE CONQUISTARE.

Esiste preparazione e consegna in quello che si fa. Il sacrificio non è rapido, ma richiede da noi, tempo… molto tempo. E’ necessario usare le “armi” che abbiamo, “cacciare” e “cucinare”. In altre parole, usare la fede in Dio, correre rischi per trovare quello che si pretende e, ancora, fare il sacrificio, vivendo questa fede.

Soprattutto, non può essere qualsiasi cosa. Deve essere un “cibo saporito”. Come un regalo, poiché E’ QUELLO CHE CI RAPPRESENTA E, PER QUESTO, NON PUO’ ESSERE FATTO IN QUALSIASI MODO.

_”Prenderò il salario che ho, ed è fatta!”; “Prenderò questo o quello, e basta!”
_Non è così semplice…. Esige, davvero, preparazione e consegna. Non si fondamenta in quello che penso, ma è frutto di un’attitudine razionale. Penso: _”CHE COSA STO OFFRENDO, E’ DAVVERO IL MEGLIO CHE HO DA OFFRIRE?”_

E’ esattamente questo che significa il sacrificio, rivelando, così, la considerazione e il valore che pretendo conquistare.

Bene, amica, pensa a quest’aspetto e rifletti riguardo al tuo sacrificio, affinché non presenti in qualsiasi modo la tua consegna.

Forse hai fatto, durante tanti anni, sacrifici riprovevoli, dei quali non hai ottenuto una risposta, risultando in una frustrazione interiore. Non c’è stato, per questo, realizzazione, equilibrio emozionale o sollevamento nella fede. Per questo, ti stiamo orientando, in modo che presenti il tuo sacrificio in modo corretto.

A domani.

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