La vita di Giacobbe – 4º giorno

Viviane Freitas

  • 9
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 4º giorno

  • 9
  • Nov
  • 2017

Ciao a tutti, oggi è il 4° Giorno che stiamo parlando della vita di Giacobbe.

“Egli dunque andò a prenderli e li portò a sua madre; e sua madre ne preparò una pietanza saporita, di quelle che piacevano al padre di lui.
Poi Rebecca prese i più bei vestiti di Esaù, suo figlio maggiore, i quali erano in casa presso di lei, e li fece indossare a Giacobbe suo figlio minore; con le pelli dei capretti gli coprì le mani e il collo, che erano senza peli.” (Genesi 27:14-16)

4º Giorno – Il carattere ingiusto di Rebecca e Giacobbe

Chi portò i capretti da sua madre? Giacobbe! Come gli era stato orientato, e che avrebbe rappresentato un supposto sacrificio. Dopo averlo fatto, Giacobbe è stato vestito con il miglior vestito di suo fratello. Ora, se Isacco era cieco, qual era il significato del miglior vestito? Rebecca aveva coscienza di quello che stava  presentando a Isacco, doveva essere di miglior qualità: Il miglior cibo, il miglior vestito, dimenticandosi, tuttavia, della parte fondamentale: La giustizia.

Ciò che gradisce a Dio è il giusto, e non l’ingiusto, e lei stava, al suo modo, facendo di tutto affinché Giacobbe avesse la benedizione di Isacco. Presentando tutto nel miglior modo, tuttavia, con inganno.

Voglio evidenziare, che il sacrificio può essere il miglior vestito, il miglior cibo, qualcosa che, per te, abbia qualità, ma se stai ingannando, stai presentando quello che è ingiusto, poiché il giusto di Dio vive per la fede!

E quando si vive per la fede, si inganna? Fai al tuo modo? Sei ingiusta? No! Niente affatto!

Molti sono inferiori, esattamente perché fanno qualcosa di ingiusto, che, anche avendo una perfetta apparenza, manca nel suo carattere.

E questo per Dio è abominevole! Lui non accetta, non risponde, e non realizza in modo completo, perché si sta presentando soltanto la parte fisica.

Era ciò che Rebecca e Giacobbe stavano facendo, coprendo le mani con pelle di capretti, per fingere che era Esaù. Che cosa terribile!

Ma riguardo al sacrificio, e quello che stavano presentando, ne parleremo domani.
Oggi, voglio lasciare chiaro la coscienza che la persona ha sul sacrificio e l’ignorare la parte fondamentale, che è il carattere.

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