La vita di Giacobbe – 20º Giorno

Viviane Freitas

  • 1
  • Dic
  • 2017

La vita di Giacobbe – 20º Giorno

  • 1
  • Dic
  • 2017

Ciao a tutti. Un altro giorno siamo a parlare della vita di Giacobbe.

E’ qualcosa di innovatore. Considero molto speciale questa campagna, poiché la vedo come un’opportunità di rivoluzionare; di stare attenti all’arrivo del Signor Gesù.

Allora Esaù disse: «Che ne vuoi fare di tutta quella schiera che ho incontrato?» Giacobbe rispose: «È per trovare grazia agli occhi del mio signore».

Ed Esaù: «Io ho molta roba, fratello mio; tieni per te ciò che è tuo».

Ma Giacobbe disse: «No, ti prego, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, accetta il dono dalla mia mano, perché io ho visto il tuo volto come uno vede il volto di Dio, e tu mi hai fatto buona accoglienza.

Ti prego, accetta il mio dono che ti è stato presentato, perché Dio è stato molto buono con me, e io ho di tutto». E tanto insistette, che Esaù l’accettò.
(Genesi 33:8-11)

Esaù non capì il proposito di quei regali.

Interessante, che la persona che ha avuto un debito, o un problema mal risolto con qualcuno, ha coscienza che la situazione non è stata superata.

Giacobbe, per aver lottato con Dio e ottenuto la trasformazione del suo nome, avrebbe potuto evitare di andare incontro a suo fratello. Dopotutto, non era più “Giacobbe”. Non sarebbe stato necessario, presumibilmente, fare pace con Esaù, poiché il carattere di prima non gli apparteneva più.

Ma NO!

Anche se ha lottato con Dio, ora è il turno di materializzare con la persona con la quale ha un “debito” o che è “indebitata” con te.

Il regalo, di altissimo valore, rivela un’espressione elevata: L’offerta. Il regalo significa la misura della mia consegna, e non di quello che sento. E’ ciò che simbolizza, per me, l’altra persona.

“Ma Giacobbe disse: «No, ti prego, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, accetta il dono dalla mia mano..”

Se prima aveva usurpato il diritto di primogenitura di suo fratello, avendo successo con questo, è come se l’avesse rubato. Giacobbe stava, allora, acclamando misericordia. Anche se Esau aveva tanto sostegno e successo, non era questa l’intenzione – accumulare ricchezze – ma perché lui stesso, prima, aveva bisogno di farlo.

Siamo “anime” e, in funzione a questo, dobbiamo vigilare costantemente le nostre attitudini. Solo quando cambiamo, smettiamo di avere le stesse iniziative e vivere con i sentimenti a fior di pelle. Abbandoniamo la persona “naturale”, e diventiamo “spirituali”. E questo implica dolore!

Prima che Dio cambi la nostra identità, siamo complicati, problematici, sensibili. In verità, nemmeno te stessa ti sopporti… Gemi, gemi e gemi, per i tuoi errori!

“…perché io ho visto il tuo volto come uno vede il volto di Dio, e tu mi hai fatto buona accoglienza.”

Che bello! Questo è successo con me, amica. Io, Viviane! Quella che parla con te e che consideri perfetta. Al contrario, ho molte mancanze, ma sono state queste il segreto per trovare forze e far nascere il “Nuovo Israele”. E quando si contempla un’altra persona come “il sembiante di Dio”, è perché i suoi occhi sono stati trasformati; hai capito chi sei tu, e chi è l’altra persona.

Lodo e ringrazio a Dio, il mio Dio, il Dio della Chiesa Universale dove ho imparato il valore del sacrificio. Il Dio che, attraverso dolori, errori, il mio amore per Lui, mi permette di lodarLo, senza religiosità, ma in modo spontaneo e naturale. E’ qualcosa di favoloso e straordinario!

Solo chi un giorno l’ha vissuto, lo capirà.

E tu, che stai seguendo questo post, anche tu potrai raggiungerlo, poiché stai pagando il “prezzo”.

Il dolore e l’ “umiliazione” volontario del tuo orgoglio, attraverso la tua consegna e riconoscimento, ha un peso altissimo e portano all’esistenza di ciò che non hai mai immaginato.

Un grande abbraccio per tutti voi!

Lascia un messaggio

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*