La vita di Giacobbe – 1º Giorno

Viviane Freitas

  • 6
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 1º Giorno

  • 6
  • Nov
  • 2017

Ciao a tutti. É sempre un enorme piacere stare qui con voi. Sto seguendo i commenti del Blog e mi hanno colpito.

A partire da oggi, e nei prossimi giorni, parlerò della vita di Giacobbe.

1º Giorno – L’attitudine di Isacco

“Quando Isacco era divenuto vecchio e i suoi occhi erano così deboli che non vedeva più, egli chiamò Esaù, suo figlio maggiore, e gli disse: «Figlio mio!». Egli disse: «Eccomi!». Allora Isacco disse: «Ecco, io sono vecchio e non conosco il giorno della mia morte. Deh, prendi ora le tue armi, il tuo turcasso e il tuo arco, esci fuori nei campi e prendi per me della selvaggina; poi preparami una pietanza saporita di quelle che mi piacciono, e portamela, perché io ne mangi e l’anima mia ti benedica prima che io muoia»”. (Genesi 27:1-4)

É questo che voglio enfatizzare: Il consiglio di Isacco.

Isacco è stato il figlio che Dio aveva chiesto, in sacrificio, ad Abraamo. Un signore anziano, sacrificando suo figlio, in favore della credenza che aveva in Dio. E questo lo giustificò, benedicendo Abraamo grandemente.

E Isacco ottenne la benedizione del padre, vivendo segnato dal sacrificio. E il consiglio che dava a Esaù, sopra, era esattamente il risultato di ciò che aveva ereditato. Quello che marcò e fece storia nella sua vita, che separò il “normale” dal sorprendete; dal soprannaturale.

Ma non sarebbe soltanto la mano sulla sua testa, che avrebbe completato la benedizione! Esaù doveva conquistarla.

Sicuramente Isacco aspettava da Esaù questo ritorno e, prima di andare a caccia, gli diede il consiglio: “… Deh, prendi ora le tue armi, il tuo turcasso e il tuo arco, esci fuori nei campi e prendi per me della selvaggina; poi preparami una pietanza saporita di quelle che mi piacciono, e portamela, perché io ne mangi e l’anima mia ti benedica prima che io muoia.”

Il momento è ORA! E, vedi che Isacco non specificò quale sarebbe stata la caccia.
Solo che prendesse le armi ed uscisse fuori nei campi. Aveva il gregge, ma non lo chiese, solamente perché ci fosse da parte di Esaù questa credenza, riguardo alla benedizione che gli avrebbe dato.

Esaù non si assomigliava a Giacobbe – cuoco – lui era un cacciatore. Ma oltre ad affrontare la selvaggina in campo, doveva fare del cibo, e saporito.

Non aspettava a Isacco specificare che cosa fare, o l’animale da cucinare, ma che Esaù portasse qualcosa che apprezzasse tanto affinché, allora, lo potesse benedire.

E’ esattamente ciò che vedo che Dio fa: Quando chiedi un sacrificio, non lo specifica, poiché lì sarà misurato il tipo di credenza e considerazione nei suoi confronti.

Non compete a Dio dare i dettagli perché tu vinca le tue paure e insicurezze. Quando Lui vuole benedire, non c’è un cammino facile. Devi portare la conquista e materializzare la credenza. Ungere la testa con olio non implica la benedizione totale.

Quando prendo le mie “armi”, vado al “campo”, rischio la vita e faccio quello che non so fare, in favore della fede che ho in Dio, è così evidente il mio tipo di credenza.

Ciò che presento a Dio, è ciò che mi giustifica davanti a Lui.

Domani daremo continuità alla vita di Giacobbe. Un grande abbraccio!

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1 comentário

  1. Grazie. Questo testo mi ha aperto la visione.

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