La vita di Giacobbe – 19º Giorno

Viviane Freitas

  • 30
  • Nov
  • 2017

La vita di Giacobbe – 19º Giorno

  • 30
  • Nov
  • 2017

Ciao a tutti. Oggi siamo qui di nuovo per parlare della vita di Giacobbe.

“Ed Esaù gli corse incontro, l’abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero.

Poi Esaù, alzando gli occhi, vide le donne e i bambini, e disse: «Chi sono questi che hai con te?» Giacobbe rispose: «Sono i figli che Dio si è compiaciuto di dare al tuo servo». 

Allora le serve si avvicinarono con i loro figli e si inchinarono. 

Si avvicinarono anche Lea e i suoi figli e si inchinarono. Poi si avvicinarono Giuseppe e Rachele e s’inchinarono.” (Genesi 33:4-7)

Guarda che cosa è successo con Esaù…

Ma prima, vi chiedo: Chi fece il sacrificio? Non è stato Giacobbe?!

L’offerta e il sacrificio parlano per noi. Sono vita! Parlano pubblicamente, senza parole.

Ricordi quando Abele e Caino presentarono i loro sacrifici a Dio? Lui si è dispiaciuto di Caino, il quale uccise suo fratello, ma fino ad oggi il sacrificio di Abele, acclama, dalla terra, a Dio.

Puoi anche essere vivo, ma la tua offerta non “dice” niente. E questo, perché non esiste, di fatto, il sacrificio. Forse al tuo modo, ma non è il tuo “tutto”.

Tutta la famiglia di Giacobbe era radunata, ma chi si prostrò 7 volte? Non è stato Giacobbe?! Vedi la caratteristica di qualcuno che sacrifica per Dio… E’ umile!

Quando Giacobbe si incontrò con suo fratello, allora Esaù, gli corse – non camminò – ma corse al suo incontro e l’abbracciò, “…gli si gettò al collo, lo baciò e piansero.”

Ora, esisteva un vero amore. Con dolori, con errori da entrambi, ma quando uno sacrifica, da luogo al perdono, all’armonia che li mancava. La coscienza rimane pulita, da parte di Giacobbe, poiché è stato lui che ha chiamato l’attenzione di Dio.

La nostra vita può diventare, tanto una storia positiva, quanto negativa. Anche se qualcuno presenta il sacrificio e io faccia parte della sua vita, chi piantò e sacrificò è chi riceverà la ricompensa per l’audacia, per il modo come affrontò il problema e ottenne la conquista.

Giacobbe lottò con Dio e con gli uomini e perseverò nel lottare.

Il fatto di sacrificare a Dio e avere il tuo nome trasformato, non significa che devi fermarti, ma perseverare, andando oltre al problema e negando di diventare un accomodato. 

Prima Giacobbe aveva paura, incluso del fratello, dopo aver lottato con Dio e sacrificato, è diventato coraggioso.

Il sacrificio trasmette certezza e pace, poiché copre il nostro “debito”. Quando non si sacrifica, si ha paura, perché si riconosce che manca qualcosa. E questo impedisce di andare avanti…

Allora le serve si avvicinarono con i loro figli e si inchinarono. 

Si avvicinarono anche Lea e i suoi figli e si inchinarono. Poi si avvicinarono Giuseppe e Rachele e s’inchinarono.”

 

La famiglia vide nel padre, Giacobbe, l’esempio!

Ci sono molte persone al tuo fianco che non si “prostrano”, perché non vedono quest’esempio in te; perché non hai sacrificato per intero. Ma ora, si ha coscienza e si è disposti… Se sei davvero rivoltato e solo con Dio e non temi di affrontare il problema, hai energia per farlo.

Tutti loro si prostrano perché hanno avuto un esempio, e questo esempio rivoluziona!

Ultimamente, i miei giorni sono da “soli”… e sto approfittando ogni giorno come un’opportunità per essere perspicace in quello che devo fare. Così, sono grata a Dio, perché insieme a te, stiamo vivendo lo stesso spirito.

Non dimenticarti, domani siamo qui di nuovo. A domani!

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