Giovani: Ingiustamente?

Silvia Alvarenga

  • 7
  • Apr
  • 2015

Giovani : Ingiustamente?

  • 7
  • Apr
  • 2015

Se c’era una cosa che mi irritava a scuola, era il momento nel quale tutta l’aula iniziava a fare casino: parlare alto, ridere, conversare, ecc.

E la professoressa nell’esatto momento in cui si girava mi guardava e mi sgridava, solo perché ero vicina a chi davvero faceva confusione.

Ingiustizia, malinteso?… La cosa peggiore era quando andavo a giustificarmi, dicendo che non ero io che rideva alto o parlava… Ma la professoressa non mi credeva! Queste situazioni si ripetevano in diverse situazioni.

Ciò che genera un sentimento di ingiustizia o peggio: pensieri che siamo perseguitati. Questi pensieri sono molto pericolosi, giacché segnano il nostro carattere e senza volere finiamo per allontanare tutte le persone al nostro intorno, come un cane ferito che non si fida più di nessuno e qualsiasi persona che si avvicina, viene attaccato.

Ma imparai qualcosa con l’apostolo Paolo che mi fa riflettere in tutte le situazioni che mi lasciano così:

“Esaminate ogni cosa e ritenete il bene;
Astenetevi da ogni specie di male.
Or l’Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo.”
(1 Tessalonicesi 5:21-23)

Mi chiamò l’attenzione i 4 ordini:

– Esaminate ogni cosa – ossia, non possiamo solo vedere il nostro punto di vista, dobbiamo allargare la nostra visione. È un dato di fatto che quando un essere umano nasce è 100% egocentrico, solo vede il suo proprio lato, ma maturando non vede più la sua prospettiva, vede , la sua situazione in generale. Esaminare tutto è vedere ciò che stiamo facendo e se l’attitudine, pensiero, sentimento che abbiamo gradisce Dio o no.

– Ritenete il bene – questo è, vedere ciò che puoi imparare con la situazione.

– Astenetevi da ogni specie di male – è importante notare che non dice astenersi del male ma astenersi anche di tutto ciò che possa sembrare o suggerire il male. Oggi vedo che realmente nonostante non essere io quella che faceva casino in classe, contribuivo a farlo, e cosa avrei pensato se fossi stata al posto della professoressa?

– Sia conservato irreprensibile – Se c’è un rimprovero (anche se ingiusto) è perché in qualche forma io dia ragiona a quel rimprovero.

Pensa a questo!

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