Collaboratrice che aspetta un premio…

Luísa Texeira

  • 12
  • Nov
  • 2015

Collaboratrice che aspetta un premio…

  • 12
  • Nov
  • 2015

Chiacchierando con la Signora Viviane Freitas abbiamo parlato di un assunto molto serio e reale che esiste nel mezzo del “corpo” delle collaboratrici.

Commentavamo riguardo all’intenzione, e di come possiamo, in un modo molto sottile, sviarci dal vero obiettivo, che è servire per gradire a Dio e non a noi stesse.

La prova che dobbiamo vigilare, e che di fatto questo è comune che accada, è che il Signore Gesù ci lasciò un avviso.
Osserviamo insieme le parole con le quali Lui ci avverte affinché non cadiamo in questo peccato, di glorificare a noi stesse, attraverso alcuni esempi nel nostro quotidiano:

Matteo capitolo 6

1 “State attenti a non fare pubblicamente le vostre buone azioni per essere ammirati, altrimenti perderete la ricompensa dal Padre vostro che è in cielo.”

Esempio: Molte collaboratrici vogliono mostrare al pastore una santità che è la più giusta, la più temente, la più serva, più disposta che le altre. Hanno una necessità smisurata di provare chi sono agli uomini, con il fine di essere approvate e accettate. Vogliono essere più considerate e riconosciute!

2 “Quando fate l’elemosina, non fatelo sapere in giro, come fanno gli ipocriti, che fanno suonare la tromba nelle sinagoghe e per le strade per richiamare l’attenzione della gente sui loro atti di carità! Vi dico in tutta sincerità che, così facendo, hanno già ricevuto tutta la loro ricompensa.”

Esempio: Quando portano una persona in chiesa, non si riposano in quanto il pastore non lo sa, come se si trattasse di un trofeo. Non vuol dire che non devono presentare il suo invitato, ma che questo non riempa il suo interiore di gloria personale.
Quando puliscono la casa di Dio, si sentono bene solo quando puliscono luoghi in evidenza e vogliono comunque dimostrare che stanno essendo “usate”

3 “Ma quando fate un favore a qualcuno, fatelo di nascosto, non dite alla vostra mano sinistra ciò che sta facendo la destra..”

Esempio: Quando la collaboratrice fa qualcosa per Dio, per più semplice o complessa che sia, non si deve esaltare o mostrare a SE STESSA che è stata scelta o capace di realizzare tale opera. Ma deve sì, ignorare la forza del suo braccio, come se non fosse l’autore di ciò che è stato fatto.

4 “E il Padre vostro, che conosce tutti i segreti, vi ricompenserà.”

5 “Ed ora parliamo della preghiera. Quando pregate, non fate come gl’ipocriti che si mettono a pregare in pubblico, agli angoli delle strade e nelle sinagoghe, dove tutti li possono vedere. Vi assicuro che questa è la sola ricompensa che ottengono.”

Molte collaboratrici cadono nell’errore di pregare come “religiose”, volendo mostrare una fede, sembrando di essere molto “potenti”. Ma quando sono dietro le quinte della loro casa, o in un altro luogo, quella fede è come una “paglia” che si spegne dal fuoco della routine quotidiana.

Molte pensano che non accade con loro, ma se analizzassimo profondamente, questo sorge dentro di noi in varie situazioni del quotidiano, in modo silenzioso. Gli esempi che sono stati menzionati sopra, sono appena la punta dell’iceberg.

Rileva la tua necessità e risolvi la tua questione, poichè veda come terminano le frasi descritte:

“Vi assicuro che questa è la sola ricompensa che ottengono.”

Mi piacerebbe sapere cosa avete da dire riguardo al post di oggi. Scrivi il tuo commento, poiché è molto importante.

Série: Opera di Dio

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